5 ottobre 2009

L'obelisco di Piazza San Pietro

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Intorno all’obelisco al centro di Piazza S.Pietro esiste un famoso aneddoto. Gli avvenimenti storici che ne fanno da contesto sono già di per sè straordinari, ma certamente non mancherà di affascinare il lettore l'aspetto leggendario che i cronisti hanno voluto tramandarci.

Piazza San Pietro vista dalla cupola
Piazza San Pietro vista dalla cupola
Il grandioso obelisco (vedi figura) che tutti oramai conoscono ornare il centro della famosa piazza ellittica proviene dall'antico Egitto ed ha più di 3200 anni. Fu fatto trasportare a Roma nel 37 d.C da una nave che, come ci racconta Plinio, fu fatta costruire appositamente, per poi posizionarlo nel circo di Caligola.

Passarono circa 1500 anni e chiaramente lo scenario intorno all'obelisco mutò radicalmente, ma esso, considerata pure la sua enorme mole (25 metri di altezza per 350 tonnellate di peso!) rimase dove Caligola lo fece originariamente porre, anche se oramai semisepolto dall'incuria e dal corso dei secoli.

Sin dal tempo del Papa Nicolò V (1450 circa) si voleva portare l’obelisco al centro della piazza, a circa 250 metri da dove era rimasto, ma le enormi difficoltà tecniche impedivano tale realizzazione. Solo dopo circa 150 anni, però, l’energico Papa Sisto V riuscì a portare a termine l’impresa. Tra i vari progetti presentati per lo spostamento del colosso, quello dell’architetto Domenico Fontana incontrò l’approvazione del Papa.

Disegni tecnici di Domenico Fontana sull'erezione dell'obelisco
Disegni tecnici di Domenico Fontana sull'erezione dell'obelisco
Il Fontana realizzò con la massima precisione il suo progetto: eresse una vasta e robusta impalcatura intorno al monolite, lungo una sorta di strada pensile, ed infine un "castello" attorno a quella che sarebbe stata la finale collocazione (vedi figura). Il tutto con un ardito sistema di argani e carrucole. L'operazione si rivelò delicata e molto complessa, e andò avanti da aprile a settembre 1586, con l'impiego simultaneo di 44 argani, 900 operai e 140 cavalli. Per dirigere i lavori di questa enorme quantità di lavoratori, il famoso architetto si era fatto erigere un'impalcatura e da essa dava gli ordini ai suoi collaboratori, ordini che venivano trasmessi a suon di trombe e di tamburi e con segnalazioni di bandiere.

Nella previsione delle difficoltà e dei pericoli dell’impresa, l’architetto aveva ottenuto che nel corso dei lavori piazza S.Pietro fosse completamente sbarrata, e che alla folla di curiosi fosse vietato di emettere qualsivoglia rumore e di pronunciare anche una sola parola. La pena di morte attendeva i contravventori. Racconta un cronista dell'epoca che per rendere più efficace lo strano editto fu innalzata nella piazza una forca, presidiata dal carnefice e dai suoi aiutanti.

Qui il racconto, finora storico, si mescola con la leggenda.
Si dice che il 10 settembre 1586 arrivò il momento finale, il più difficile, cioè il momento di issare l'obelisco sopra il basamento. Con un’azione divisa in 52 riprese si era riusciti a porlo verticalmente e a sollevarlo sulla base, quando ad un tratto gli operai si accorsero che, a causa dell’attrito, le corde minacciavano di rompersi. L’obelisco arrestò la sua ascesa. L’architetto, sgomento, non sapeva che fare. Fu allora che si levò l'urlo di un uomo tra folla, incurante dell'editto del papa: «Acqua alle corde!!!».
Era l'urlo di un capitano di nave, di nome Bresca che, data la sua lunga pratica con l’uso delle corde, sapeva che esse sotto l’azione dell’acqua si restringono resistendo meglio al cedimento. Grazie al suo consiglio l’obelisco potè essere raddrizzato completamente e l'opera fu compiuta.

Bresca, invece di essere ucciso, fu chiamato davanti a Sisto V ed invitato a chiedere una grazia. L'uomo, originario di Sanremo, domandò di avere il privilegio, per sè, per la sua famiglia e per i suoi discendenti, di fornire al Vaticano le palme per la cerimonia della domenica delle Palme. Il monopolio fu accordato.
I parmureli sanremesi durante la processione della Domenica delle Palme
I parmureli sanremesi durante la processione della Domenica delle Palme
Sarà anche una leggenda quella del capitano sanremese, ma è un fatto ormai assodato che il Vaticano tiene tuttora fede all'antico patto, per cui, ancora oggi, i discendenti del capitan Bresca sono i fornitori ufficiali delle tradizionali palme intrecciate (i cosiddetti “Parmureli”, vedi figura) per il Vaticano, ed è grazie al coraggio del loro progenitore che oggi tali discendenti godono di un discreto benessere!

A Sanremo, al capitano Bresca è stata dedicata una piazza nel centro del quartiere marinaro della città.

A Roma l'obelisco di piazza san Pietro è qui.

5 commenti :

  1. mi piacerebbe sapere le iscrizioni che ci sono sull'obelisco, grazie

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  2. La domanda è interessante.
    La risposta, apparentemente banale, potrebbe essere: "nulla, l'obelisco non ha iscrizioni"... ma non è proprio esatto.
    Infatti, sulla base, anche se consunta, è percepibile (a malapena) un'incisione. L'esatta scritta non la conosco, ma costituisce la dedicazione dell'obelisco al "divo Cesare" fatta effettuare probabilmente da Caligola.
    La suddetta incisione probabilmente dette adito alla leggenda popolare secondo la quale nell'antico globo metallico posto in cima erano riposte le ceneri di Giulio Cesare. Di fatto non si sa se la leggenda fosse vera (l'architetto Fontana riferisce che il globo era vuoto), ma una cosa è certa: Sisto V fece sostituire l'antico globo con l'attuale croce; inoltre fece porre anche una reliquia della Croce...il tutto per "smitizzare" la leggenda, ed effettuare così una sorta di "esorcismo" dell'obelisco e di ufficiale consacrazione di esso alla fede cristiana.
    L'antico globo ora è ai musei capitolini.
    Se invece ci si riferisce alle scritte latine sul basamento dell'obelisco: una di esse fa riferimento proprio alla originaria "dedicazione pagana" dell'obelisco:
    SIXTUS V PONTIFEX MAXIMUS OBELISCUM VATICANUM DIS GENTIUM IMPIO CULTU DICATUM AD APOSTOLORUM LIMINA OPEROSO LABORE TRANSTULIT ANNO MDLXXXVI PONT II
    cioè (più o meno): "Sisto V Pontefice Massimo fece porre con immenso sforzo l'obelisco vaticano di fronte all'ingresso. Esso era stato originariamento dedicato a divinità pagane attraverso cerimonie profane. Anno 1586, secondo anno del ponteficato".
    Le altre scritte (copio da internet), lascio ai latinisti il "piacere" di effettuare la traduzione, che comunque non mi sembra difficile:
    "CHRISTUS VINCIT CHRISTUS REGNAT CHRISTUS IMPERAT CHRISTUS AB OMNI MALO PLEBEM SUAM DEFENDAT"
    e
    "ECCE CRUX DOMINI FUGITE PARTES ADVERSAE VICIT LEO DE TRIBU JUDA"

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  3. b serata internauti. sto leggendo un bellissimo libro :
    la magia degli obelischi edito nel 1981 di PETER Tompkins.
    leggetelo anche voi . contiene un mare di dati su questi monoliti.
    b 2017

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    1. Giancarlo, è da tempo che sto cercando un buon libro sugli obelischi...considererò il tuo suggerimento molto seriamente, grazie! Ciao!
      Alessio

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