7 novembre 2009

La "Testa monocroma" di Villa Farnesina

La Villa Farnesina a via della Lungara
La Villa Farnesina a via della Lungara
Dopo tanto girare per le vie e le chiese di Roma, stavolta ci spostiamo dentro un meraviglioso palazzo. A via della Lungara 230, nella zona di Trastevere, per pochi euro possiamo entrare nella "Villa Farnesina" (vedi foto), oggi sede dell'Accademia Nazionale dei Lincei.

Sarei fortemente tentato di spiegarvi le meraviglie artistiche che sono affrescate nelle gallerie di questo palazzo (vedi foto sotto a sinistra), ma il mio sarebbe solo un goffo tentativo, e alla rozzezza delle mie spiegazioni sarebbe probabilmente affiancato un trasporto emotivo eccessivo e poco interessante per il lettore. Però, fra queste meravigliose volte sono dipinte anche interessanti leggende romane. Eccone una.
La loggia di Psiche a Villa Farnesina (Raffaello)
La loggia di Psiche a Villa Farnesina (Raffaello)
Sono i primi anni del 1500 e Raffaello Sanzio e Michelangelo Buonarroti sono considerati i due più illustri pittori in circolazione a Roma.
In quegli anni al giovanissimo genio pittorico di Raffaello viene affidata la decorazione delle stanze della villa Farnesina, allora residenza del grande finanziere Agostino Chigi.
E' noto che Raffaello, durante il corso d'opera dei suoi affreschi nella villa, fosse estremamente geloso del suo lavoro, tanto da non consentire a nessuno, esclusi i suoi collaboratori, di accedere alla visione degli affreschi incompiuti. Meno che mai al suo famoso rivale Michelangelo!

Bisogna dire che sebbene i due grandi artisti fossero rivali nel lavoro, e manifestassero pubblicamente le loro posizioni diverse nello stile e nelle tecniche, essi riservavano probabilmente nel loro intimo un grande rispetto e un forte interesse reciproco.
La leggenda narra infatti che Michelangelo era estremamente curioso di esaminare come procedevano gli affreschi di Raffaello. Egli però era anche conscio che non avrebbe mai ottenuto l'accesso alle stanze...almeno non in modo lecito! Si dice che riuscì ad eludere la sorveglianza dei custodi attraverso un'astuzia: si travestì da venditore e distrasse i guardiani con della mercanzia, e quindi si intrufolò nel palazzo durante una pausa dei lavori.
La 'Testa monocroma' nella stanza della Galatea
La 'Testa monocroma' nella stanza della Galatea
Quando egli si trovò di fronte alle pareti semi-affrescate, potè finalmente ammirare, anche se per pochi istanti, il lavoro del rivale. Forse per occupare il tempo aspettando il suo scolaro Daniele da Volterra, o forse per "rimproverare" Raffaello, di fronte ad una lunetta ancora vuota non riuscì a resistere alla tentazione: prese un pezzo di carbone e disegnò così, senza alcun colore e "al volo", una bellissima e gigantesca testa, prima di sgattagliolare via.

Potete immaginare la sorpresa che ebbe Raffaello quando, ritornando al lavoro, trovò quella testa nella lunetta! Era uno studio di volto incredibilmente bello, capì che solo la mano di Michelangelo poteva aver prodotto un disegno di tale maestria e, sebbene arrabbiato per quella intrusione, non ebbe la forza di cancellarlo, anzi, ordinò che nessuno lo toccasse.
Leggenda o realtà? La storia dell'arte "ufficiale" ci dice che è opera di Baldassarre Peruzzi, ma la famosa "testa monocroma" sta ancora là (vedi foto), in una lunetta della "stanza della Galatea", isolata, misteriosamente e incredibilmente fuori contesto e con uno stile profondamente diverso da tutto ciò che le sta intorno, uno stile che diremmo...inimitabile.

La Villa Farnesina è qui.

3 commenti :

  1. Caro Alessio, sono Fausto di B-Able.
    Non vorrei sbagliarmi, ma se oltrepassi l'arco in fondo a via della Lungara, subito appresso al palazzo, ed entri nel ristorante che ti trovi a sinistra (uno dei pochi ristoranti con giardino interno di Roma) dovresti trovare proprio qualche aneddoto sui pranzi che Michelangelo e Raffaello facevano qui. Ne ho una lontana memoria e potrei sbagliarmi. Se approfondisci, fammi sapere !

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  2. Caro Fausto, ciao!!! Grazie moltissimo per il consiglio, che seguirò sicuramente.
    Sì, sì, conosco il ristorante, non lo nomino qui per non fare pubblicità :-)
    Conosco delle cose davvero molto molto interessanti sul palazzo dove ha sede il ristorante, eheheeheheh! (Saprai qualcosa credo nei primi post di febbraio 2010). Credo allora che quando andrò lì a mangiare sarà una bella battaglia fra me e il gestore...a colpi di aneddoti!
    A presto ciao

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  3. e in effetti, visitando Villa Farnesina, mi ero soffermata su questo pannello nella sala di Galatea, chiedendomi cosa diavolo fosse!

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