15 dicembre 2009

Lo "sderenato" di Piazza Trilussa

Piazza Trilussa di sera
Piazza Trilussa di sera
Oggi il blog farà una piccola pausa "poetica"...Se siete capitati nella zona di Trastevere la sera, soprattutto nel weekend, non potete non aver visto come Piazza Trilussa sia l'equivalente "in piedi" di ciò che la scalinata di piazza di Spagna è "seduti": un sorta di pub all'aperto, un incredibile luogo di incontro, di chiacchere, di aggregazione (e le sere estive...di caos! vedi foto).

Forse sarà perchè è una naturale tendenza dell'uomo quella di guardare con meno attenzione le cose che si hanno spesso sotto il naso, ma la statua di Trilussa, proprio in questa piazzetta, passa quasi del tutto inosservata. Questa statua del grande poeta romanesco (il cui vero cognome era Salustri, l'anagramma del suo pseudonimo) è stata sempre criticata dal popolo romano, soprattutto per la sua posizione piegata. Ma un simpatico "effetto collaterale" della bizzarria della statua è che è stata sempre sbeffeggiata nel modo in cui Trilussa avrebbe preferito, cioè attraverso la satira poetica.
Ecco ad esempio, in un numero del 1958 del settimanale satirico "Il travaso delle idee", come Guasta parlò della statua:

Pover'amico mio, chi t'ha stroppiato?
Tu che vivo parevi un monumento,
ner monumento pari un disgrazziato,
tu ch'eri tanto bello, fai spavento.

Io me ce sento rabbia, me ce sento,
de nun potè conosce 'st'ammazzato
che prima t'ha scolpito a tradimento,
poi mette in mostra er corpo del reato.

Tutto pè sbieco, mezz'a pecorone,
lui pò ringrazzià Iddio che nun te vedi
arinnicchiato accanto ar Fontanone.

Se te vedessi, Trì, nun ciabbozzavi
e benchè t'abbia fatto senza piedi,
ma sai li carci in culo che je davi!

La statua di Trilussa
La statua di Trilussa

La statua (vedi foto) viene sarcasticamente soprannominata "Lo sderenato de Trastevere" (ossia, per chi non sa il romano, ...più o meno... "il trasteverino piegato in due dalla stanchezza"!). Ma se la guardate bene...c'è incisa una simpatica poesia di Trilussa, "All'ombra", che vale la pena di rileggere:

Mentre me leggo er solito giornale
spaparacchiato all'ombra d'un pajaro
vedo un porco e je dico: - Addio, majale! -
vedo un ciuccio e je dico: - Addio, somaro! -

Forse 'ste bestie nun me capiranno,
ma provo armeno la soddisfazzione
de potè di' le cose come stanno
senza paura de finì in priggione.

Come a dire che fra allora e adesso (ahimè) poco è cambiato!
Piazza Trilussa e qui.

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