4 gennaio 2010

La fonte dell'acqua acetosa

La fontana dell'acqua acetosa
La fontana dell'acqua acetosa
L'aumento demografico e il crescente fenomeno dell'urbanizzazione hanno portato Roma negli ultimi decenni ad espandersi senza alcun freno. I romani sanno bene che quei quartieri che solo 10 anni fa erano considerati "periferici" ora non lo sono più, ed il fenomeno non sembra conoscere sosta.

Alla luce di questo fatto potete comprendere come la meta di oggi, relativamente vicina al centro storico, era fino ad inizio 1900 considerata "aperta campagna" ed addirittura meta di gite e passeggiate naturalistiche. Stiamo parlando della Fonte dell'Acqua Acetosa, nella via omonima (vedi foto sopra), vicino viale dei Parioli.

L'acqua era detta "acetosa" in quanto aveva un vago e piacevole sapore d'aceto, e fino alla metà del 1900 era considerata fra le migliori acque litiche d'Italia.
Epigrafe sulla fontana, di Papa Paolo V, 1613
Epigrafe sulla fontana, di Papa Paolo V, 1613
Ma i benefici di quest'acqua erano già noti dal 1600, come dimostrano le epigrafi sulla fontana ("Questa acqua salubre è medicina dei reni, dello stomaco, della milza e del cuore ed è utile per mille malattie", vedi foto). I benefici di quest'acqua erano tali da giustificare non solo la gita alla fonte, ma addirittura un mestiere a parte: l'"acquacetosaro", cioè colui che si caricava di acqua acetosa con un carretto o un animale, rivendendola poi nella città...in pratica, una sorta di distributore portatile di acqua minerale!
Ahimè...a causa dell'inquinamento l'acqua acetosa non esiste più, e l'acqua che oggi sgorga dalla fonte non è più l'"originale", ma l'acqua virgo (di cui abbiamo già parlato su un post sulla Fontana di Trevi).


La fontana in un'incisione di G.B.Falda (1691)
La fontana in un'incisione di G.B.Falda (1691)
La salubrità dell'acqua e la natura incontaminata che faceva da contorno (vedi incisione) rendeva questo luogo certamente molto piacevole e romantico, tanto che fu teatro di una storia d'amore.
I due innamorati furono nientemeno che il principe ereditario Ludovico I di Baviera e la bellissima marchesa Marianna Florenzi. Si dice che il principe stesso, innamorato di Roma e della giovane ragazza, fece quanto in suo potere per addolcire ulteriormente questo luogo che era il teatro dei loro incontri. Chiaramente la storia finì male a causa della "ragion di stato"...il principe doveva tornare in patria essendo erede al trono, ma sembra che una tenera amicizia fra i due non ebbe mai fine e che Ludovico I conservasse per Roma e per questo luogo un affetto speciale.

La scritta in lingua tedesca sotto uno dei due sedili del muro esterno della fontana
La scritta in tedesco sotto uno dei due sedili della fontana
Di questo amore è oggi rimasta una piccola traccia segreta: un'incisione, visibile sotto una delle panchine sulla parete esterna (vedi foto), è in lingua tedesca, una lingua che in questo contesto apparirebbe ai più quantomeno fuori luogo. Essa, tradotta, dice: "Ludovico, principe ereditario di Baviera, ha fatto mettere qui questi sedili e questi alberi" (e potremmo sottointendere: "...per conquistare la sua bella").

La fontana dell'Acqua Acetosa, recentemente restaurata, è qui.

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