29 ottobre 2013

Il miracolo del pozzo di Santa Maria in Via

La facciata di Santa Maria in Via
Oggi con il nostro piccolo grande blog ci troviamo nei pressi di via del Corso, come sempre a caccia di leggende e curiosità romane.

Più o meno all'altezza della galleria Alberto Sordi (largo Chigi) troviamo una piazzetta in cui fa bella mostra di sè la facciata di una delle tante chiese della zona, la chiesa di Santa Maria in Via (vedi foto).
La nascita di questa chiesa è legata ad un miracolo che in pochi conoscono e che vale la pena di raccontare.

Siamo nel 1256 e qui, al posto della chiesa, vi era una semplice stalla annessa al palazzo di un cardinale e, nei pressi della stalla, un normalissimo pozzo per attingere l'acqua. Era una notte di settembre, e si narra che un servo del cardinale, volontariamente o per errore, fece cadere nel pozzo un'immagine della Madonna, dipinta su una pesante tegola di terracotta.


Il cardinale che recupera la tegola dall'acqua
Il cardinale che recupera la tegola dall'acqua
Pochi secondi passarono da questo fatto e accadde l'incredibile: dal pozzo cominciò improvvisamente e rapidamente a salire il livello dell'acqua, fino a che essa cominciò a straripare copiosamente. La fuoriuscita dell'acqua si riversò verso la stalla e in pochissimo tempo quell'ambiente cominciò ad allagarsi. I cavalli cominciarono a nitrire e a scalpitare, svegliando così gli stallieri che, sebbene stupiti per lo strano fenomeno, si affrettarono a mettere le bestie in salvo. Poco dopo, cominciarono a cercare di creare dei canali di scolo dentro la stalla, che nel frattempo era già diventata una sorta di piccolo stagno.
Considerate che ci troviamo nel tredicesimo secolo, si cercava di far fronte a questa improvvisa e misteriosa invasione d'acqua con la sola luce delle torce, e l'impaccio era notevole!

L'altare con l'immagine della Madonna
L'altare con l'immagine della Madonna
Accadde durante questa operazione che uno degli uomini si accorse di un fatto "anomalo": una pietra galleggiava sull'acqua. Si avvicinò a guardare meglio: era la pesante tegola con l'immagine della Madonna che aveva gettata poco prima in fondo al pozzo!
Fu allora che compresero il "perchè" di tutta quell'acqua: il pozzo così facendo aveva "rigurgitato" la lastra con l'immagine della Madonna, come a voler dire "non deve giacere in fondo qui"!

Ultimo fenomeno, non meno incredibile dei precedenti, la tegola scivolava dalle loro mani come un pesce, per cui tutti i loro tentativi di tirarla fuori dall'acqua fallirono.
Ce ne era abbastanza: decisero di svegliare il cardinale Pietro Capocci, il padrone della stalla. Il cardinale accorse sul luogo con i suoi familiari e, dopo una breve preghiera, riuscì a recuperare la tegola con il dipinto (vedi quadro), e non appena questo avvenne, le acque del pozzo spontaneamente cominciarono a ritirarsi.

Il cardinale l'indomani si recò dal papa, Alessandro IV, per raccontargli l'incredibile fenomeno. Dopo le opportune verifiche, fu riconosciuto l'evento come sovrannaturale, e si decise di costruire (o forse riedificare) l'attuale chiesa intorno al pozzo miracoloso, e di venerarvi all'interno l'immagine riemersa.

Per bere l'acqua miracolosa del pozzo
Rubinetto per l'acqua miracolosa
Ancora oggi, se entrate nella chiesa, subito sulla destra, c'è una cappella con un altare. Lì trovate esposta l'effigie della Madonna che galleggiò (vedi foto) e, subito sotto, una sorta di piccolo rubinetto, che consente ai fedeli che lo richiedono di bere l'acqua dell'antico pozzo (vedi foto), in quanto tale acqua sembra che abbia prodotto molti miracoli.

Proprio per questo motivo non di rado si vede non solo chi beve quest'acqua, ma anche chi si riempie una bottiglietta per portarla a qualche familiare malato, che l'attende a casa con ansia.

Chi l'avrebbe detto: anche a Roma, anche se poco conosciuta, abbiamo...una piccola Lourdes!

La chiesa di Santa Maria in Via è qui.

21 ottobre 2013

L'effetto ottico di via Piccolomini

A molti di coloro che hanno visto spettacoli illusionistici, sarà certamente capitato di desiderare di imparare qualche trucco, magari per stupire gli amici. Chi si interessa di queste cose, sa bene che c'è una piccola parte di giochi in cui la "magia" appare non perchè il "mago" sia bravo, ma semplicemente perchè è la realtà stessa a manifestarsi in modo inconsueto. In questi casi, in realtà, il trucco non c'è, e spesso non c'è bisogno di nessuna capacità da parte dell'esecutore, perchè per stupire la platea basta semplicemente cercare di mostrare l'effetto nel modo più evidente possibile.
Uno di questi effetti è rappresentato da una strada a Roma che, per scherzo del destino, o per la volontà cosciente di qualche geniale urbanista, ha un insieme di particolarità tali da creare un'illusione davvero strabiliante. Questa via è via Nicolò Piccolomini.

Via Piccolomini è geograficamente posizionata nei pressi della collina del Gianicolo, in una posizione quindi sopraelevata rispetto al resto della città. Inoltre essa è perfettamente rettilinea, pianeggiante, lunga circa 300 metri, e terminante con uno straordinario belvedere su Roma, che vi consiglio di vedere, di giorno o di notte.

La visuale della cupola da metà della strada
La visuale della cupola da metà della strada
Una particolarità evidentissima della strada è che è perfettamente allineata con la cupola di San Pietro, nel senso che dal punto più lontano dalla cupola, se si è al centro della strada, essa appare in bella evidenza ed esattamente al centro del panorama (vedi foto). Inoltre, i lati della strada sono, per palazzi e vegetazione, abbastanza omogenei. Queste caratteristiche creano una prima proprietà: l'occhio umano, che ha un'acutezza visiva migliore sui dettagli quando il campo visivo è stretto (tipo guardando dentro un cannocchiale), fa sì che anche se siamo distanti dalla cupola, possiamo osservarne molto bene i dettagli. Ma non finisce qua...

Percorrete la strada avvicinandovi alla cupola partendo dal punto più lontano, ad esempio con l'auto o su un motorino, cercando di mantenervi sui 15-20 km/h e vicino al centro della carreggiata (ma attenti, c'è uno stop a metà strada!). Mentre fate questo percorso, guardate la cupola.... la vedrete rimpicciolire sotto i vostri occhi!!! Ho detto bene...mentre vi avvicinate alla cupola, la cupola non si ingrandisce, ma si rimpicciolisce, e non di poco, l'effetto è straordinariamente evidente!

La visuale dal belvedere di via Piccolomini
La visuale dal belvedere di via Piccolomini
Al belvedere (vedi foto), fate inversione di marcia, e se non guidate voi, voltatevi a vedere la cupola che, allontanandosi...si ingrandisce!  Alla fine della strada essa sarà tanto, ma tanto più grande e imponente di come l'avevate lasciata!!!
Il tutto è molto più accentuato in movimento e sul posto...purtroppo, per quanto ci si sforzi, in foto non si riesce a cogliere questo strabiliante effetto ottico.

Ma come è possibile??

Io credo che ciò si verifichi perchè, mentre ci si avvicina alla cupola, per il cervello sia molto più facile concentrarsi su di essa ed assumure che si rimpicciolisca, piuttosto che accettare che lo spazio omogeneo che le sta intorno si amplifichi per l'apertura graduale del campo visivo. Ovviamente, allontandosi dalla cupola, il meccanismo si inverte e la cupola sembra ingrandirsi a dismisura.

Ma i fan di questo blog sanno già che esiste certamente una spiegazione alternativa, che tra l'altro è molto più semplice: non c'è niente di straordinario, come in molti altri luoghi qui a Roma, è semplicemente...pura magia!

Via Nicolò Piccolomini è qui.

9 ottobre 2013

Il palazzo dei ferrovieri

Incrocio di ferrovie che delimita Casal Bertone
Incrocio di ferrovie che delimita Casal Bertone
Chi segue Roma Leggendaria, o si interessa dell'aneddotica romana, sa bene che quasi tutti i luoghi di cui si parla appartengono al centro storico o ad aree limitrofe ad esso. Questo accade perchè le aree periferiche di Roma, essendo state costruite pressocche tutte negli ultimi 100 anni, hanno avuto molto meno tempo per essere teatro di curiosità e leggende. Ma questo ovviamente non significa che manchi materiale, e il post di oggi ne è la conferma.

Infatti, sebbene ci siano luoghi molto più periferici a Roma, oggi ci troviamo in un quartiere tradizionalmente considerato "popolare", che è Casal Bertone, fra la via Tiburtina e via Prenestina. Il quartiere nacque intorno al 1920, all'interno di un piano edilizio che includeva la costruzione di molte case popolari in una zona di campagna ma delimitata su più lati da una forbice di ferrovie che vanno poi ricongiungendosi verso la stazione Termini (vedi mappa).

Forse proprio per questa vicinanza con le stazioni Tiburtina e Termini che al finanziamento del piano edilizio parteciparono, fra i vari enti, anche le Ferrovie dello Stato. In particolare fu edificato nel 1929 un palazzo che è un esempio molto interessante di architettura popolare del Novecento, il cosiddetto "Palazzo dei ferrovieri" (vedi foto), destinato in via privilegiata appunto a coloro che esercitavano questa professione.
Il palazzo è stato anche ripreso nel famoso film "Mamma Roma" di Pasolini (1962), con Anna Magnani.

L'edificio, fra le altre cose, aveva una sua particolarità che lo rendeva unico: due belle statue di cervi giovani, dotati di grandi corna, facevano bella mostra di sè come elementi decorativi della facciata principale. Per questo il palazzo oggi viene chiamato anche "palazzo dei daini" o "palazzo dei cervi".
Le due statue certamente davano al prospetto un senso di graziosa eleganza, ma l'ideatore non aveva certo pensato ai risvolti maliziosi che questi due animali potevano suscitare negli abitanti della zona! I ferrovieri infatti, per ovvie ragioni di lavoro, trascorrevano molto tempo lontani dalle loro mogli, e quindi i romani, da sempre "ispirati" quando c'è da fare spiritosaggini, cominciarono a battezzare il palazzo dei ferrovieri come "il palazzo dei cornuti", e le corna dei cervi che lo adornavano come la corrispondente "attestazione" dello "status" di chi ci abitava!

La facciata con i due cervi senza corna
La facciata con i due cervi senza corna
Così si racconta che un giorno uno degli abitanti, evidentemente esasperato dall'ennesima battuta offensiva, prese da sè l'iniziativa di montare sopra la facciata del palazzo e con una sega recidere le corna delle due statue.

Da quel giorno, fino ad oggi, i due cervi lì posano senza corna (vedi foto), come a volerci dire che talvolta la serenità...ce la dobbiamo proprio conquistare!

Il palazzo dei ferrovieri è qui.