22 novembre 2013

La Madonna dei Pellegrini

Anche oggi con Roma Leggendaria aggiungeremo un nuovo elemento alla lunga lista dei luoghi speciali e nascosti di Roma.
Con il nostro caro blog ci troviamo praticamente a cento metri dalla famosissima piazza Navona, davanti alla Basilica di Sant'Agostino, nella piazza omonima, e da questo luogo vi condurrò sulle tracce di un'antica curiosità.

Facciata della Basilica di Sant'Agostino
Facciata della Basilica di Sant'Agostino
Prima di entrare nella chiesa, guardiamola un attimo da fuori (vedi foto): forse quello che è più evidente è il chiarore e la bellezza del travertino di cui è costituita la facciata...occorre sapere che il Colosseo, così imponente ma anche così grigio oggi, un tempo era tutto di questo colore, perchè anch'esso era completamente rivistito di travertino. No, non semplicemente rivestito dello stesso materiale...ma rivestito proprio di "questo" travertino della chiesa!
Infatti nel Medioevo, come vi avevo già accennato in altri post (vedi ad esempio il post su San Lorenzo fuori le Mura), non c'era un gran rispetto per le antichità romane, e il Colosseo, come anche il Foro Romano, era trattato come una mera cava per il "riciclo" del materiale da costruzione, e il travertino del Colosseo è servito, fra le molte cose, anche per la facciata della Basilica di Sant'Agostino.
Ma la curiosità di oggi non risiede nella facciata dell'edificio...entriamo nella Basilica.


La Madonna del Parto
La Madonna del Parto
Troviamo subito, appena entrati, una statua di una Madonna con un Bambino, opera di Andrea Sansovino (vedi foto). Una leggenda dice che Sansovino per fare tale statua non sia in realtà partito da zero, ma abbia "riadattato" un'antica statua che ritraeva Nerone bambino fra le braccia di sua madre Agrippina...(Ehi! Ma siamo proprio finiti nella chiesa del "riciclo artistico"?!?).
Questa statua, secondo una tradizione che dura da centinaia di anni, è la statua a cui le donne da sempre si rivolgono quando non riescono ad avere figli. Per questo motivo la statua è nota come "la Madonna del Parto" e, a giudicare dal numero dei fiocchi "ex voto" rosa e azzurri appesi accanto, sembra proprio che il sistema sia molto efficace!
Ma anche questa statua non è la curiosità di oggi.

Spostiamoci di pochi metri, su una cappella sulla navata sinistra, e troviamo la nostra meta: un suggestivo e famoso quadro di Caravaggio, la "Madonna dei Pellegrini" (detta anche "Madonna di Loreto", vedi foto).
La Madonna dei Pellegrini
La Madonna dei Pellegrini
Guardiamo bene il quadro, magari fotografiamolo anche (ma senza flash!). Questo quadro, per persone semplici come noi a digiuno di storia dell'arte, potrebbe sembrare un grazioso ma semplice dipinto, ma in realtà ha moltissime cose interessanti.

Immaginatevi la scena, siamo nel 1600 e i frati agostiniani commissionano a questo talentuoso (ma turbolento) artista un tema tutto sommato molto classico, cioè una Madonna con il santo Bambino in braccio e dei pellegrini devoti in adorazione. E cosa si inventa invece Caravaggio?

Dipinge un capolavoro che però raffigura, nella sua semplicità, una donna qualunque, scalza, vestita male, appoggiata su un solo piede e con le gambe incrociate, scesa sul portone di una casa con i muri scrostati, e che guarda due fedeli, malridotti e (persino!) con i piedi luridi in primissimo piano!

Percorso dalla Basilica (A) a vicolo del Divino Amore (B)
Percorso dalla Basilica (A) a vicolo del Divino Amore (B)
Inutile dire che il quadro è rivoluzionario per quei tempi, e per questo fece assai scalpore e fu criticatissimo dai contemporanei. Tuttavia, a differenza di altri dipinti di quest'artista, fu alla fine accettato, perchè comunque ogni particolare nella composizione trovava una sua giustificazione simbolica: il muro scrostato l'esaltazione della povertà e dell'umiltà, i piedi sporchi il lungo viaggio affrontato dai pellegrini, e così via...

Il portone di vicolo del Divino Amore
Il portone di vicolo del Divino Amore
Ma chi è la donna raffigurata in questo quadro? Qui la cosa si fa interessante. Spostiamoci con l'immaginazione al tempo di Caravaggio. Egli era venuto a Roma da circa 10 anni, e il suo incredibile talento era venuto alla luce insieme però ad un caratteraccio che gli provoca molti guai con la legge. Proprio nel periodo in cui gli viene commissionata la "Madonna dei Pellegrini", egli abita vicino alla chiesa di Sant'Agostino.
Possiamo immaginare che, richiestogli il quadro, egli cominci a riflettere su come "comporre" la scena. Si dà il caso che proprio in quel periodo Caravaggio conosca una donna, di nome Lena, che diviene la sua amante, anche se però è un amore conteso con altri uomini. Certo è che, forse proprio per render chiaro a tutti che era la sua donna, egli vuole proprio lei come modella per raffigurare la nascente "Madonna dei Pellegrini". E dove decide di raffigurare la donna amata?

Con l'immagine del quadro nella testa, usciamo dalla chiesa e dirigiamoci a circa 300 metri da qui, a Vicolo del Divino Amore n.22 (vedi mappa), il vicoletto dove abitava il nostro caro artista a quei tempi.
Le cornici nel dipinto (sopra) e nel portone (sotto)
Le cornici nel dipinto (sopra) e nel portone (sotto)

Qui troviamo, senza alcuna segnalazione e abbandonato a sè stesso, un portone con una cornice di foggia arcaica (vedi foto). E' rovinanata, ma questa cornice ha più di 400 anni...Guardatela bene...non vi ricorda qualcosa? (vedi foto-confronto)

Ma certo! Caravaggio decide di ritrarre la donna "contesa" nel posto più ovvio, quello che riteneva più "appropriato", cioè semplicemente...l'ingresso di casa sua!

La Basilica di Sant'Agostino è qui.

10 novembre 2013

La cannonata di mezzogiorno

Il belvedere del Gianicolo a Piazzale Garibaldi
Il belvedere del Gianicolo a Piazzale Garibaldi
E' risaputo che oggi la nostra vita è molto più frenetica di un tempo, per cui ritardare, o subire un ritardo, anche solo di mezz'ora, ci può procurare un notevole stress. E' così anche quanto richiesto dal post di oggi: occorre trovarsi a piazzale Giuseppe Garibaldi, almeno 15 minuti prima di mezzogiorno.

Questo è uno dei belvedere più famosi di Roma, quello dal Gianicolo (vedi foto), forse il più noto ai romani. Ma perchè è importante stare qui poco prima delle 12?

Facciamo un passo indietro nel tempo; pensiamo, ad esempio, all'epoca di Dante Alighieri; a quel tempo un "ritardo di mezz'ora" non ci avrebbe procurato alcuno stress, per un semplice motivo: non era per nulla facile misurare con precisione tale intervallo orario! Infatti i primi orologi meccanici sui campanili delle chiese hanno cominciato a esserci dal sec.XIV in poi, e comunque erano macchine enormi e costosissime. Alternative all'orologio da polso certamente sono sempre esistite...ma non vorrete davvero credere che la gente girasse con la clessidra o la meridiana nel taschino?!?

Eppure è evidente che sin dall'antichità, per ovvie ragioni pratiche, era indispensabile suddividere e misurare la giornata in varie frazioni. Queste frazioni di giornata si chiamavano "ore", ma non necessariamente duravano i nostri 60 minuti! In Europa inoltre vi erano standard diversi, che potevano variare persino a seconda della stagione!

L'orologio della torre del palazzo del Quirinale
L'orologio della torre del palazzo del Quirinale
In merito alla misura delle ore la Chiesa ha avuto un ruolo determinante nel definire lo "standard" italiano, che era assai curioso: la giornata era sì suddivisa in 2 frazioni da 12 ore, ma il punto di riferimento della giornata non era nè mezzogiorno nè la mezzanotte! La prima ora della giornata infatti era annunciata dalle campane delle chiese nel momento del "canto dell'Ave Maria", cioè subito dopo il tramonto del sole. Da quel momento quindi, partivano le lancette nei quadranti degli orologi dei campanili...che però erano quadranti a 6 ore! In giro per Roma e per l'Italia è ancora possibile trovare qualcuno di questi quadranti, cosiddetti ad "ora romana" (vedi foto, sulla torretta del palazzo del Quirinale).

E perchè mai cominciare dal tramonto a suonare le campane per annunciare l'inizio del conteggio delle ore? Beh, questo sistema era molto pratico, in quanto a prescindere dall'ora effettiva del "nostro" orologio, prima dell'avvento dell'illuminazione elettrica era difficilissimo lavorare dopo il tramonto...quindi il "segnale orario" sincronizzato con il tramonto era molto utile per determinare la conclusione della giornata lavorativa.

Le 12 ore del giorno e della notte erano poi scandite dai canti liturgici e dal suono delle campane (a proposito: "noon" in inglese significa "mezzogiorno", e questo deriva proprio dal fatto che a Roma la "nona" ora del giorno coincideva proprio con le ore 12!).

La torre Calandrelli a piazza del Collegio Romano
La torre Calandrelli a piazza del Collegio Romano
Avere dei "rintocchi di riferimento" nell'arco della giornata era sicuramente comodo e, fra questi, il suono della campana a mezzogiorno era sicuramente un ottimo punto di riferimento. Ma attenzione: come facevano tutte le campane delle numerosissime chiese di Roma a sincronizzarsi fra loro per suonare tutte insieme i rintocchi del mezzogiorno?
Beh...nell'arco dei secoli si escogitarono vari sistemi (ne parleremo anche in altri post). Qui voglio sottolineare che un sistema molto interessante in voga dalla metà dell'ottocento era la segnalazione che, dalla torretta dell'osservatorio astronomico del palazzo a piazza del Collegio Romano (vedi foto), veniva fatta alla vicina chiesa di Sant'Ignazio.

La segnalazione con l'asta con la palla
La segnalazione con l'asta con la palla

Ecco in cosa consisteva: dal tetto della chiesa veniva issata una palla sopra un'asta (vedi disegno), che fungeva come messaggio visibile per i cannonieri che si trovavano a Castel Sant'Angelo. Con il sole esattamente sulla verticale del cielo, segnalato dall'osservatorio della torretta del Collegio Romano, essi abbassavano la palla: era il messaggio convenuto per i cannonieri, i quali quindi sparavano immediatamente una cannonata (a salve) dall'alto dei torrioni del castello. Il rumore del cannone era avvertibile in tutta la città, e attraverso quel rumore tutte le chiese riuscivano a sincronizzarsi.

La cannonata delle 12 dal Piazzale Garibaldi
La cannonata delle 12 dal Piazzale Garibaldi

Di questa procedura, stravagante ma necessaria, si conserva la tradizione ancora oggi: ogni giorno, senza eccezioni, alle 12 in punto, ovunque vi troviate a Roma, se non siete sommersi dai rumori del traffico sentirete il rumore di una cannonata!

Se però, come oggi, siete al belvedere del Gianicolo, dovrete addirittura tapparvi le orecchie, perchè (vedi foto) la cannonata del mezzogiorno viene sparata proprio da qui!

Piazzale Giuseppe Garibaldi è qui.