16 marzo 2014

L'asino volante di Tor di Nona

La stele a ricordo del teatro Apollo
La stele a ricordo del teatro Apollo
Dopo aver affrontato curiosità, aneddoti e leggende che si ambientano in una Roma antica di molti secoli, con questo post voglio condividere con voi una vicenda molto più recente.

La meta di cui scrivo oggi è via di Tor di Nona, un tratto di strada che corre parallelo e molto vicino al lungotevere omonimo. Questa strada, che visse antichi fasti attraverso il teatro Tordinona, poi divenuto teatro Apollo (basti pensare che ospitò alcune "prime" assolute di Giuseppe Verdi), certamente si avvantaggiava di una posizione privilegiata sul lungofiume.
Il magnifico teatro alla fine del 1800 venne però purtroppo abbattuto per la costruzione degli argini del Tevere (operazione di cui abbiamo parlato negli ultimi post), determinando così per questa zona un rapido degrado. Oggi dove risiedeva il vecchio teatro rimane solo una targa-monumento sul lungotevere (vedi foto), mentre il nuovo teatro Tordinona, poco distante da qui, anche se molto più modesto dell'antico, ne perpetua il ricordo.

Una delle pareti del murales del 1976
Una delle pareti del murales del 1976
Un altro tratto del murales del 1976
Un altro tratto del murales del 1976

Il declino di via di Tor di Nona negli anni '70 diviene insostenibile: gli edifici che si affacciavano sulla strada necessitavano di una profonda ristrutturazione, la mancanza di servizi e la colpevole assenza di tutela da parte del Comune ponevano i suoi abitanti in una situazione di concreta difficoltà, tanto da spingerli, nell'estate del 1976, ad una manifestazione di protesta. La contestazione accolse anche il sostegno degli studenti della facoltà di architettura e di una giovanissima Isabella Rossellini.

L'asino volante di via Tor di Nona, oggi
Ma la cosa interessante di questa protesta fu la modalità in cui essa si concretizzò: gli abitanti decisero di dipingere i muri della loro strada con il "mondo ideale" a cui ambivano, cioè con dei bellissimi "murales". In questi murales ai disegni dei negozi, delle persone animate da sentimenti di amicizia e di presa di coscienza, coesistevano sirene, asini volanti ed altri elementi fantastici, proprio a voler rappresentare l'"utopia", quella ricerca di una realtà migliore anche se apparentemente impossibile a raggiungersi (vedi foto).

Un tratto del murales odierno
Un tratto del murales odierno
Un altro tratto del murales, oggi

La manifestazione purtroppo non ebbe gli esiti sperati, e inoltre con gli anni questi murales andarono in buona parte perduti, per la stessa incuria per cui civilmente la gente manifestava. La riqualificazione della via si è infatti realizzata solo pochissimi anni fa, e con un solo elemento sopravvissuto dell'antico murales: un simpaticissimo "asino volante" (vedi foto), l'elemento e il simbolo più rappresentativo dell'"utopia" della protesta originale.

Un lieto fine a questa storia è avvenuto a dicembre 2013: gli originari "writers", con i loro figli, e con l'autorizzazione del Comune, hanno ridipinto, almeno in una parete della via, i murales quanto più simili possibili agli originali raffigurati da loro quasi 40 anni prima, per cui oggi almeno quelli possiamo ammirarli (vedi foto).

Termino chiedendomi se questa storia ci insegni se si può credere alla realizzazione delle utopie. Altrove non lo so, ma qui forse sì: la mia ragazza mi è vicino, e insieme guardiamo un asino che vola...

Via Tor di Nona è qui.

4 commenti :

  1. Grazie, mi è piaciuto molto il post.
    Pierperrome

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  2. Grazie. Io ricordo qualche murales, ma non sapevo che erano stati fatti per una protesta. Magari facessero le proteste in quel modo!
    M. Gabriella

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