16 novembre 2014

Una curiosità dentro la Basilica di San Pietro

La tomba di Clemente XIII (Canova, 1791)
La tomba di Clemente XIII (Canova, 1791)
Dopo aver affrontato in passato l'argomento dell'obelisco di piazza San Pietro, e poi successivamente quello degli angeli nell'atrio, finalmente il nostro percorso di curiosità e leggende comincia a guardare all'interno della Basilica di San Pietro.
Quante opere d'arte ci sono dentro questa maestosa basilica, talmente tante che una volta entrati si è quasi storditi! Fortunatamente in Roma Leggendaria ho deciso di non parlare di arte, ma di quei 'dettagli' che solo parzialmente vi si incrociano e che io e i miei lettori abbiamo imparato ad amare...

Questa curiosità nella Basilica di San Pietro l'ho letta in un libro scritto dalla principessa russa Daria Borghese nel 1955, ed ha come protagonista il famoso artista Antonio Canova, il più grande scultore del Neoclassicismo.

Il leone sinistro del monumento funebre
Il leone sinistro del monumento funebre
Verso la fine del 1700 a Canova fu commissionato  un complesso scultoreo che ornasse la tomba di papa Clemente XIII (Carlo Rezzonico), morto già da circa 10 anni, da collocare in San Pietro. Il monumento sepolcrale che Canova concepì e realizzò è un vero e proprio capolavoro scultoreo (vedi foto), e si trova in fondo alla navata destra della basilica, in una zona ad accesso riservato per il sacramento della Confessione (se siete cattolici e volete vedere questa meravigliosa scultura, questo potrebbe essere un buon momento per confessarsi!).
In particolare, cosa che mi ha molto colpito, è la straordinaria bellezza dei due leoni ai lati del monumento (vedi foto di quello sinistro), simboli della forza.

Si narra che durante la realizzazione di quest'opera Canova non operasse da solo ma fosse in realtà a capo di una compagnia di artisti minori suoi collaboratori. Questo fatto in realtà non deve stupire: tranne rare eccezioni, infatti, i grandi artisti della storia dell'arte, sopratutto nella scultura, operavano 'in team'. Ma la stessa storia dell'arte ci insegna anche una regola un pò 'crudele': la gloria, e spesso anche il ricordo, rimane solo del maestro a capo di tale squadra.

Si narra che uno dei collaboratori che lavorava all'ombra della fama del grande Canova fosse assai consapevole e rammaricato di questa consuetudine, un uomo dotato di un cognome assai peculiare: "Elefante". Il dispiacere di non essere ricordato dai posteri era tale che il signor Elefante un giorno si fece coraggio e cominciò a supplicare il suo maestro di poter, se non firmare, almeno lasciare da qualche parte il segno della sua esistenza sulla pietra che si andava scolpendo.

La sagoma dell'elefante dietro il leone
La sagoma dell'elefante dietro il leone
Si dice che Canova, commosso per tale richiesta, la accolse, escogitando quindi un modo per consentire al suo aiutante di lasciare un segno distintivo. Cosa escogitò Canova lo possiamo vedere osservando il monumento funebre di Clemente XIII da una prospettiva veramente insolita, cioè spostandosi completamente dietro il leone di sinistra: ecco a voi la firma dell'artista, cioè la sagoma  dell'"Elefante"! (vedi foto).

Il sistema ha funzionato: nessun libro riesco a trovare che narri di questo "personaggio minore" della storia dell'arte...eppure questa curiosità ne perpetuerà per sempre il ricordo.

La Basilica di San Pietro è qui.