29 novembre 2016

I misteriosi oggetti fusi nella Basilica di San Pietro (prima parte)

Il Baldacchino della Basilica di S.Pietro
Il Baldacchino della Basilica di S.Pietro

Eccoci ancora dentro la Basilica di san Pietro, proseguendo idealmente la narrazione della storia della collaborazione, che si trasformò sempre più in un contrasto, fra i due più grandi artisti del Barocco: Bernini e Borromini (le puntate precedenti, per chi se l'è perse, sono: "I cherubini di Francesco Borromini" e "Il mistero del Baldacchino della Basilica di san Pietro").

La storia della costruzione del Baldacchino della Basilica di San Pietro è davvero complessa e interessantissima, ma  studiarla è davvero un pozzo senza fondo, per cui qui dovrò fare un grande sforzo di sintesi delle informazioni raccolte. Seguitemi però, ne varrà la pena.

La lucertola che guarda il sole (NW, lato nord)
La lucertola che guarda il sole (NW, lato nord)
Eravamo rimasti al mistero del "parto", nelle basi in marmo del Baldacchino. Già allora vi avevo anticipato del possibile "zampino" di Borromini su questi enigmatici fregi. Ma questi furono messi alla fine del lavoro. Facciamo un passo indietro.

Siamo nel 1624, il vecchio Maderno è ancora vivo, dirige la Fabbrica di S.Pietro e ha già chiamato a sè il giovane Francesco Borromini come protetto. Il papa Urbano VIII assegna a quello che veniva considerato il "nuovo Michelangelo" della scultura, il grande Gian Lorenzo Bernini, il progetto per la costruzione del Baldacchino. Bernini per tale compito, assolutamente innovativo e straordinario, chiama a sè molti collaboratori, non solo scultori e fonditori, come si potrebbe pensare, ma anche esperti di statica e di architettura (tra cui il giovane Borromini: siamo agli inizi, i due collaboravano!). Perchè Gian Lorenzo chiama degli architetti?

La lucertola con lo scorpione (NE, lato ovest)
La lucertola con lo scorpione (NE, lato ovest)
Perché, sebbene il baldacchino oggi ci appaia come una scultura di aspetto slanciato (vedi foto), isolato dal suo contesto esso è un'opera colossale e architettonica: è alto come un palazzo di 10 piani, e già solo le colonne bronzee hanno un peso di 36 tonnellate! Proprio in previsione dell'incredibile peso, l'inizio dei lavori sarà costituito da lunghe ispezioni sotterranee e da lavori di consolidamento del pavimento (lavori che comportarono anche numerosi ritrovamenti archeologici di grande interesse, con varie conseguenze...ma non usciamo fuori tema...).

La lucertola e i medaglioni (NW, lato ovest)

Nell'arco di 5 anni, 1624-1629, Bernini, con la sua squadra di artisti e fonditori, progetta e realizza le 4 colonne del baldacchino...ma in questa realizzazione troviamo delle curiosità notevoli e che pochi conoscono.
Dovete sapere infatti che le colonne del baldacchino sono incredibilmente piene di motivi decorativi, anche piccolissimi, ottenuti attraverso la tecnica cosiddetta di "fusione a cera persa" del bronzo di cui sono costituiti. In ragione della grande mole e densità di dettagli, tali piccolissimi particolari sfuggono pressocchè a tutti gli osservatori. Ragion per cui, se gli autori avessero voluto lasciare qualcosa come un messaggio simbolico o religioso, una firma, un ricordo, questo poteva essere facilmente occultato attraverso questi piccoli dettagli e noto eventualmente solo a spiriti eletti, ad eruditi o a...gente curiosa come noi!

Il rosario (SW, lato ovest)
Ecco cosa "Roma Leggendaria" ha fotografato per voi sulle colonne del Baldacchino. Si trovano tutte nei basamenti bronzei, quasi tutte dal lato occidentale (cioè nascoste rispetto all'ingresso della basilica), e sono tutti oggetti metallici, cioè fusi in solido nel bronzo. Notate che, per dove si trovano, con divieto assoluto di accesso all'altare, sono praticamente impossibili da fotografare con un dettaglio superiore a quanto sono riuscito a fare io...a meno che non diate la vostra macchina fotografica al Papa, ovviamente!

Confronto progressivo del medaglione del rosario
La prima cosa che vi mostro, forse la più nota in letteratura, è la lucertola, a grandezza naturale. La lucertola, essendo in grado di cambiare pelle e far ricrescere la coda, per quanto ne so dovrebbe essere il simbolo religioso della resurrezione. Ne ho trovate 3, ma forse ce n'è una quarta che ancora non ho individuato.
La prima lucertola è nella colonna nord-ovest, lato nord (vedi foto): si dice che questa lucertola sia stata 'imbronzata' da viva, e posta con lo sguardo verso il sole, per simboleggiare la contemplazione del divino.
Il medaglione singolo (SW, lato nord)
La seconda lucertola è nella colonna nord-est, lato ovest (vedi foto). Questa ha un dettaglio curiosissimo: ha in bocca uno scorpione, citato nell'Apocalisse come simbolo del male.
La terza lucertola è ancora nella colonna nord-ovest, ma dal lato ovest (vedi foto). In questa foto troviamo anche un'altro oggetto, un laccio con due medaglioni attaccati. Si capisce solo che il primo medaglione è un viso di profilo (potrebbe essere il profilo del papa Urbano VIII, ma è difficile dirlo).
So che c'è scolpita una mosca nella colonna sud-est, lato ovest, ma non sono riuscito a fotografarla.
Altro oggetto: un rosario, nella colonna sud-ovest, lato ovest (vedi foto). E' costituito da un crocifisso, da un lato, da un medaglione e due medagliette dall'altro lato. Io sono abbastanza convinto che il medaglione raffiguri san Pietro e san Paolo davanti la porta santa del giubileo del 1625 (vedi foto-confronto, ringrazio "lamoneta.it" per la consulenza tecnica).
Ultimo oggetto, nella colonna sud-ovest, lato nord: un laccio con un medaglione singolo, con un altro viso di profilo (forse il papa? vedi foto).

La copertura inizialmente progettata
La copertura inizialmente progettata
Proseguendo il nostro racconto, siamo nel 1629, e le colonne tortili sono quindi state realizzate tutte e 4. Però manca la soluzione per la parte alta del baldacchino: Bernini pensava di collocare la statua di un Cristo, sempre in bronzo, ma essa sarebbe risultata pesantissima, e la copertura progettata non avrebbe retto (vedi disegno). Si pensava ancora a tale problema quando, in quello stesso anno, muore Maderno e Bernini si ritrova sovraccarico di lavoro: il papa lo incarica di dirigere non solo il cantiere del Baldacchino, ma l'intera fabbrica di S.Pietro e anche il suo palazzo di famiglia (palazzo Barberini)! Il completamento del baldacchino viene così rimandato, e così queste 4 gigantesche colonne tortili, con i loro simboli nascosti, rimangono in attesa...e anche voi, per la prossima puntata: il prossimo post!

Il Baldacchino della Basilica di San Pietro è qui.

7 commenti :

  1. Caro Franco, se stai leggendo...grazie infinite! E poi: contattami all'email del blog, ti offro una pizza, una cena, una birra....quello che vuoi! :-)

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    1. l'ho visto e letto....mi fa molto piacere l'essere stato di aiuto per la tua ricerca

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    2. grazie ancora...poco dopo Natale scriverò la seconda parte...ci sarà anche qualcosa che non sai ;-)
      Un caro saluto
      Alessio

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  2. wow! un bellissimo tuffo nella Storia :D

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  3. non so se posso permettermi: perché non ho visto accettazione delle istanze da me inoltrate per essere accolto in questo interessantissimo gruppo, però proverò a scrivere qualcosa, a questo autorizzato dall'essere uno dei discendenti della famiglia Lucenti, titolare della fonderia sita in uno dei Borghi ingoiati dalla Via della Conciliazione, in cui furono fuse, oltre alle campane della Basilica, anche le colonne del baldacchino del Bernini. La Fonderia chiuse nella seconda metà del secolo scorso non potendo reggere la concorrenza delle riproduzioni elettroniche molto meno costose e sempre più utilizzate dai nuovi Parroci. Chi fosse interessato all'argomento può cercare "Fonderie Lucenti" in internet: lì troverà notizie curiose su una attività importantissima durata in Roma per oltre 400 anni. All'interno dei locali scomparsi della Fonderia, Gian Lorenzo Bernini trascorse non poco del suo tempo e quanti altri architetti vennero a contemplare le fusioni di tante opere più o meno colossai...

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    1. Caro signor Giorgio, forse si è confuso con qualche gruppo su facebook, questo non è un gruppo a cui iscriversi, è un semplice sito internet dove è possibile commentare i miei scritti su Roma.
      In ogni caso sono felice del suo piccolo "errore", per poterle dire che ho letto spesso il nome di uno dei suoi illustri antenati, Ambrogio Lucenti, in particolare nelle ricerche che ho effettuato per questo scritto. Certamente Ambrogio è stato un grandissimo nella sua epoca, non mi stupisce che l'illustre fonderia abbia continuato per secoli la sua attività. Un caro saluto
      Alessio

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  4. Strani Imperatori durante l'impero romano. Un articolo interessante del blog emergente 2Rome. http://www.2rome.it/blog/despoti-tiranni-roma/

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