18 febbraio 2016

La macchia di via dei Villini

Istruzioni in caso di attacco aereo
Istruzioni in caso di attacco aereo
Forse qualcuno di voi ha avuto un nonno o una nonna che ha raccontato com'era la vita durante la seconda guerra mondiale, avendola realmente vissuta in prima persona. Io non ne ho avuti molti di questi racconti, quel poco che so delle guerre del 1900 mi deriva sopratutto dai libri di scuola (che, malgrado quello che potete pensare, seguivo con una certa noia!). Quelli della mia generazione nella maggior parte, per quanto mi sembra, stanno nella mia condizione...e allora ho pensato di scrivere un breve post per noi!

Una cosa che non si pensa mai e che ti fa notare solo chi la guerra l'ha vissuta davvero è il fatto che per subirla non si deve necessariamente trovarsi a fare il soldato: puoi subirne gli effetti più devastanti semplicemente perchè ti trovi nel posto e nel momento sbagliati. E anche se quel momento magari non arriva, è comunque pesante psicologicamente il fatto di vivere nella concreta consapevolezza che l'evento drammatico può accadere.

Il bunker di Mussolini a Villa Torlonia
Il bunker di Mussolini a Villa Torlonia
Una prova di questi aspetti angosciosi è che ai tempi della seconda guerra mondiale faceva parte della normale educazione civica della popolazione l'addestramento su come comportarsi in caso di bombardamento aereo. Il regime non sembrava sminuire tale tragica eventualità, tanto che se abbiamo qualche vecchia enciclopedia dell'epoca fascista, possiamo quasi sicuramente incontrare delle pagine con delle istruzioni molto chiare e dettagliate su cosa fare in questi casi (vedi foto, tratta dall'"Enciclopedia del ragazzo italiano", del 1939).

In sintesi, al suono caratteristico delle sirene antiaeree dislocate un pò ovunque, senza panico ma con la fretta del caso, occorreva smettere qualunque attività e recarsi ai più vicini rifugi sotterranei.
E non era solo teoria: tutta l'Italia era piena di rifugi e bunker...e lo è ancora! Molti gruppi di appassionati e di associazioni ne "riscoprono" continuamente di nuovi, o li tutelano o ne invocano il recupero.

La "macchia" sul muro a via dei Villini
E Roma? I rifugi e bunker blindati più importanti e strategici sono 12, ma sparsi per la città c'erano anche più di 300 ricoveri antiaerei!
Finalmente, dopo tanti anni di abbandono, molte di queste strutture sotterranee stanno venendo restaurate e rese accessibili, come quelle a Villa Torlonia (bunker di Mussolini, vedi foto) e a Villa Ada (bunker dei Savoia)...ovviamente per scopi didattici e non per lo scopo originario!

Oggi siamo a via dei Villini, a pochi metri da piazza Galeno. Qui troviamo poco più che una macchia sul muro vicino ad una porta blindata, con una scritta quasi cancellata (vedi foto) e oramai minacciata da vicino dagli scarabocchi dei vari "writers" recenti. Ma ancora miracolosamente salva!

Elaborazione dei colori sulla macchia
Ma che rappresenta questa macchia sul muro? Purtroppo non c'è nessuna indicazione che ci segnali curiosità interessanti qui, eppure essa è un'incredibile testimonianza di quel passato di cui vi scrivevo sopra, e per questo andrebbe conservata e segnalata. Siete riusciti a decifrare la scritta?

Con il computer, facendo un pò di elaborazioni sui colori dell'immagine, ed eliminando i toni in alta frequenza, sono riuscito a rendere la scritta nella macchia molto più leggibile (vedi foto elaborata):

Ricovero
antiaereo pubblico
capienza posti 200

E' una delle poche scritte residue di questo tipo a Roma, indicava che bisognava scappare qui in caso di bombardamento aereo!
La porta blindata (vedi foto) che gli sta a fianco è proprio l'accesso al vecchio ricovero sotterraneo; questo in realtà è stato ricavato dall'antica catacomba paleocristiana dedicata a san Nicomede...lo sapete no? Sottoterra a Roma c'è meno spazio che in superficie!

Via dei Villini è qui.